Melvin Biddle

Melvin Biddle

28-11-1923

Liberation Route Europe

Melvin Biddle

Melvin “Bud” Biddle era un giovane dalla voce calma che adorava la bella Leona, la sua fidanzatina d’infanzia. La guerra lo strappò via dalla sua tranquilla cittadina nel Midwest statunitense per trascinarlo nel bel mezzo del combattimento per le Ardenne in Belgio. Con sua grande sorpresa, Bud tornò a casa da eroe.

Anderson, in Indiana, doveva il suo nome ad un pioniere di padre svedese e di madre appartenente a una tribù nativa americana. Era una località piccola e modesta circondata dalla campagna. Ma Melvin “Bud” Biddle trovò qui, nella sua città, tutto quello che desiderava. Si era diplomato alla scuola superiore, si divertiva con la sua fidanzata Leona e lavorava per Delco Remy, azienda produttrice di pezzi di ricambio per motori di automobili, la più grande della città.

La seconda guerra mondiale cambiò bruscamente la situazione. Improvvisamente Bud venne inviato oltreoceano a combattere come rimpiazzo nelle Ardenne con il 517o Reggimento Fanteria Paracadutisti. Era più o meno Natale quando la sua compagnia fu inviata a salvare gli americani intrappolati vicino a Hotton.

Bud ebbe a malapena il tempo di capire che cosa stesse succedendo attorno a lui. In pochi minuti assistette alla morte del suo sergente, colpito da un proiettile che gli attraversò la testa. Subito dopo venne nominato capo ricognizione della sua compagnia. Bud si aprì la strada tra la neve e il sottobosco, uccise tre cecchini, eliminò quattro postazioni di mitragliatrici e aiutò a distruggere due carri armati tedeschi.

All’inizio del 1945 Bud venne colpito al collo da una scheggia che mancò di poco una vena giugulare e venne immediatamente mandato in un ospedale in Inghilterra. Fu lì che apprese di aver ricevuto la Medaglia d’Onore, il più alto riconoscimento americano per il coraggio in combattimento.

Dopo la guerra Bud corse a casa per sposare la sua fidanzata Leona. “Non sono un eroe”, ha detto a un giornalista. “Quando l’esercito ti mette in prima linea pensi solo alla responsabilità, non alla paura.”